Il seducente glicine
Storia di un rapporto di amore-odio.
Ciao! Lo so, sono tanti mesi che non ci sentiamo. Una parola per te: scusa.
Un impegno è un impegno, e l’ho mancato per tanto tempo. Perché? Perché mi sono sentita spesso come se non avessi niente da dire, come se le uniche cose che potessi fare erano condividere notizie, scendere in piazza, cercare di vivere la mia vita apprezzando quello che ho (che è tanto).
Ho avvertito tutto il resto come accessorio - come è possibile parlare di altro quando a pochi chilometri di distanza succedono crimini inimmaginabili?
Forse è un qualcosa che anche tu hai provato, o forse no. Questo enorme senso di impotenza che non se ne va.
Però.
Però ho pensato che — sebbene i miei pensieri siano sempre là, per una Palestina libera — è anche giusto continuare il percorso iniziato qui. Perché mi piace, perché amo i riscontri che ogni tanto arrivano da voi, perché le piante possono sempre insegnare. Quindi: eccoci qui, e grazie per leggermi ancora.
Questo mese parliamo del glicine, un albero stupendo che tutti e tutte conoscono. Il mio rapporto con lui è di amore e odio: vediamo perché.
Consigli di cura (cioè, quello che faccio io)
La mia storia con il glicine inizia così: durante una pausa pranzo di tanti mesi fa ho raccolto un seme caduto da un albero. Mi piaceva particolarmente quell’albero, ma non avevo idea fosse un glicine; era senza fiori e mi aveva colpito per il tronco tutto sinuoso che si arrotolava su un traliccio.
Piantato il seme, con mia grande sorpresa dopo qualche tempo è germogliato. Grande gioia e giubilo! Era un glicine! Ha cominciato a crescere, aggiungendo foglie su foglie.
Ed ecco qui la battuta di arresto: a un certo punto, durante l’estate, il mio piccolo glicine ha preso il ragnetto rosso. Le foglie hanno perso il loro bel verde brillante e ha rallentato la crescita.
Ora sembra resistere, ma lo guardo sempre con diffidenza. Ci do un po’ d’acqua senza esagerare e passerà l’inverno in terrazza, sperando che il freddo dia il colpo finale al maledetto, infimo, ragnetto.
Cosa insegna
Le sorprese possono avere una doppia faccia: da una gioia improvvisa può nascere un momento di stallo e tristezza. La cosa importante è saperci navigare in mezzo.
Propagazioni varie
Quello che mi è piaciuto e che consiglio nell’ultimo periodo.
Libri
Nessuno torna indietro: romanzo della mia amata Alba de Céspedes, è stato pubblicato per la prima volta nel 1938. Leggendolo si vivono le storie di un gruppo di ragazze ospiti di un collegio femminile durante il regime fascista, donne per niente aderenti alla figura dell’“angelo del focolare” del periodo (infatti il regime cercò di censurare il libro).
La figlia oscura: in questo libro Elena Ferrante esplora i sentimenti contraddittori che legano i genitori (in particolari le madri) ai figli. Penso che una delle grandezze di questa scrittrice sia quella di saper illuminare anche le parti più buie dell’essere umano.
Film
The Life of Chuck (film): tratto da un racconto omonimo di Stephen King, è un film splendido a mio avviso. Ho pianto tutte le mie lacrime in una scena in particolare. Non dico altro, solo che non è adatto a chi ha perso da poco qualcuno.
Ciao, e ricorda che abbiamo gli stessi bisogni delle piante: sole, acqua e amore.
Eleonora

Mi mancava leggere le tue storie di radici aeree e i tuoi consigli, sempre fatti con sintetica cura. Sono molto curioso anch'io di vedere "The Life of Chuck" ☺️.
Che bello che sei tornata! Faccio il tifo per la piccola pianta di glicine e speriamo che il freddo sia letale al malefico ragnetto rosso. Ma che trucco usi per far germogliare i semi? Perché la mia bimba me ne porta a casa un sacco, li piantiamo e regolarmente... non spunta niente!